Il trio Valdagnese si è formato nel 2003 con l'obiettivo di comporre ed offrire al pubblico uno spettacolo totalmente acustico che possa essere di grande impatto sonoro ma che, allo stesso tempo, delizi gli "addetti ai lavori" con virtuosismi e ricercate soluzioni ritmiche e melodiche. Fin dalle prime esibizioni in pubblico in numerosi locali i Tavernicoli si propongono di coinvolgere un pubblico sempre più numeroso ed eterogeneo e riescono a farlo grazie alla loro capacità di mescolare gli stili musicali, creandone uno nuovo di difficile categorizzazione. Nei loro brani le sonorità della musica etnica ( create utilizzando chitarre, djembè, conga, darabukka, boomerangs, didgeridoo, udu drum…) si fondono, senza mai sbavare, con il rock progressivo, con le canzoni popolari e la musica ipnotica e psichedelica, generando uno spettacolo che non può lasciare indifferenti. Forse è"sperimentale" il termine che più di altri abbraccia il loro stile. Grazie alla loro formazione agile e all'utilizzo di strumenti acustici, il trio dei Tavernicoli si è esibito in manifestazioni di diverso genere, che spaziano dai festival riservati agli artisti per strada, fino a rinomati locali jazz, passando per festival rock, eventi pubblici spingendosi fino in centro Italia per aprire manifestazioni popolari. Hanno partecipato, con ottimi risultati, a vari concorsi come il Trimi's Festival di Bologna classificandosi al terzo posto su 670 gruppi da tutta europa, il Rockcastle festival di Suzzara qualificandosi al secondo posto, al Pojan on the Rock di Verona sempre con un buon terzo posto, ospiti all'edizione 2004/2005 di Acustica Unplugged, festival nazionale per gruppi acustici a San Donà di Piave, sempre a San Donà di piave per il No Stop Festival, hanno suonato al Buskers festival di Ferrara, al Busker Festival di Schio, al Busker Festival di Santa Cesarea Terme (OT) ad Avignone e Arles in Francia. Ospiti in locali numerosi locali del nord Italia e trasmissioni su Radio Capodistria, Radio Base, Radio Planet eemittenti locali come TVA Vicenza e ODEON TV nel luglio del 2006, dopo aver vinto il Mahiem acoustic contest a Ferrara e le selezioni Q13 Veneto suonano sul palco di Arezzo Wave Love Festival (finalisti tra oltre 1900 gruppi iscritti) , il più grande festival in Italia. Hanno prodotto nel 2005 un disco (Hypnopotamo) distribuito da Videoradio (AL).Selezionati tra gli 8 finalisti del Premio TOAST 2006 per la ricerca creativa al MEI 2006. . Nel dicembre 2007 esce il nuovo CD La Mammuthanza che viene segnalato sempre al MEI dalla Toast records tra i migliori 5 progetti strumentali e così nel 2008 calcano palchi prestigiosi tra cui il X Festival Chitarristico Internazionale Mario Castelnuovo-Tedesco, Vicenza Jazz, Premio Sele d’Oro e sono più volte ospiti su Radio Uno della trasmissione Demo di Renato Marengo e Michael Pergolani anche con una puntata speciale e alcuni live. Al MEI 2008 (meeting etichette indipendenti che si tiene a Faenza) tra i finalisti del RAI DEMOAward 2008. COLLABORANO CON I TAVERNICOLI: Bachir Charaf Nasce in un villaggio nel sud del Marocco tra le popolazioni berbere. Fin da piccolo canta la musica che la cultura popolare del deserto gli ha trasmesso, poi, dopo viaggi lunghi anni si avvicina alle culture più disparate imparando a suonare anche le percussioni: impara a conoscere la musica tradizionale mediorientale e araba in particolare, il ray algerino e si avvicina all’india e alle melodie “kawale” del Pakistan.
Ora vive tra la capitale marocchina, Rabat, e Venezia dove ha conosciuto il complesso di musica etnica sperimentale tantratribe e ha avuto l’occasione di collaborare con artisti spagnoli, tedeschi, libanesi ed egiziani.
Tra tanti gusti e forti influenze Bachir “la voce del deserto” ha sempre mantenuto quel timbro personale e una voce così raffinata e intensa che dicono riesca a trasportare una persona in quei luoghi così lontani e sconosciuti a noi. Florio Pozza Musicista nato in Australia dove ha avuto modo di avvicinarsi alla cultura aborigena. Vive ora in Italia ed è considerato uno dei più quotati conoscitori di strumenti tradizionali aborigeni quali dedgeridoo, boomerang, bullroarer, clapsticks… Collabora con varie associazioni culturali e tiene seminari dove spiega, anche tramite le sue opere, il pensiero di un popolo vissuto isolato per millenni e che ora si sta estinguendo dopo l’incontro con la civiltà della globalizzazione. Il didgeridoo come voce del nostro io ancestrale , la voce degli aborigeni d'Australia ; questo è il senso e l'emozione che esprime con il didge : raccontare la terra nativa in omaggio ai sacri custodi di sempre di quella terra , gli Aborigeni , patrimonio di tutta l'umanità . Sergio Gonzo Si è diplomato in tromba al conservatorio B.Marcello di Venezia, prosegue poi gli studi conseguendo ill diploma di Laurea in Jazz presso il conservatorio di Trento e vince una borsa di studio concessa alla New School University di New York, frequenta poi un master sull'improvvisazione con Marco Tamburini, con il quale collabora tuttora. Vanta numerose attività concertistiche con la Third Eye Jazz Orchestra di Padova, la Jazz Band di Vicenza, L'Orchestra da camera Nicola Esterhazy e la partecipazione al Maurizio Costanza Show con i Los Locos. Attualmente oltre che con i Tavernicoli collabora anche con il MozArt Ensemble. Marco Guiotto Giovane cantante vicentino, inizia nel 2004 un percorso personale di studio sull'emissione vocale che lo porterà ad avvicinarsi alle tecniche di canto difonico "khoomei" tipiche dei pastori nomadi della Mongolia (un corpus di tecniche vocali mediante le quali è possibile emettere simultaneamente due o più note lavorando sulla selezione e l'amplificazione di certi armonici naturalmente presenti nella voce umana). Collaboratore in studio per la realizzazione dell’ultimo CD dei Tavernicoli, attualmente studia musica Indostana presso il conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza, allievo di Amelia Cuni e Francesca Cassio. Luca Nardon Batterista e percussionista valdagnese, insegna in diverse scuole di musica e organizza seminari con lo scopo di avvicinare anche i più piccoli al mondo del ritmo. Ha collaborato con artisti di fama internazionale e ha già realizzato 15 CD in studio con formazioni differenti... Davide Bettin Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Vicenza e successivamente si è dedicato allo studio della musica antica con il Maestro Gianni Lazzari e soprattutto con il Maestro Marcello Castellani presso il Conservatorio di musica "F. E. Dall'Abaco" di Verona. Vincitore di numerose borse di studio per approfondire la ricerca sulla musica barocca collabora con diversi gruppi di musica antica. E' laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna.
I Tavernicoli